Orecchiette deliziose con porcini e pomodorini

Avete presente quando non vi va di cucinare (sì, capita anche a me e decisamente più spesso di quanto possiate immaginare!) ma in fondo a casa avreste tutto quello che vi servirebbe per intavolare un piatto da re?

Ecco: questa ricetta nasce proprio così!

Da un “mi sa che rimango” buttato lì alle 13.

Che si fa, in questi casi, direte voi? Si fa che ogni volta che si va a fare la spesa si comprano un paio di barattoli di datterini gialli da tenere in dispensa. Si prendono un paio di confezioni di funghi porcini surgelati (che io preferisco decisamente di più a quelli secchi) che proprio non si sa mai e si tiene un formato di pasta più particolare nascosto dietro ai legumi e ai risi perché anche se paccheri e mezzemaniche sono i miei formati preferiti, non vanno mica bene per tutto!

Ed ecco cosa ne viene fuori!

orecchiette con porcini e pomodorini gialli

Per non sbagliare neppure un passaggio, vi lascio anche la ricetta! Buon week end!

ORECCHIETTE FUNGHI PORCINI E DATTERINI GIALLI

Ingredienti per 2:

180 g di orecchiette secche o fresche (a piacere)

250 g di pomodorini datterini gialli in barattolo

250 g di porcini freschi o porcini surgelati (non secchi)

1 peperoncino piccolo secco

Un mazzetto di prezzemolo

Olio extravergine di oliva

Sale

Preparazione:

  1. Prendete un tegame con il coperchio di circa 20 cm di diametro e versate un filo di olio extravergine di oliva, aggiungete il peperoncino spezzettato e, se desiderate uno spicchio di aglio in camicia che però dovrete togliere prima di unire il condimento alla pasta.
  2. Versate quindi i pomodorini gialli, salate e incoperchiate, lasciando cuocere così per almeno 15 minuti a fiamma debole.
  3. Quando il sugo avrà iniziato ad addensarsi, aggiungete i porcini tagliati a fette o i cubetti surgelati e continuate la cottura per altri 15 minuti.
  4. Nel frattempo cuocete le orecchiette in abbondante acqua bollente salata e quando saranno cotte trasferitele nel tegame con il sugo e fate saltare in modo che si crei una bella crema. Ultimate cospargendo con una manciata di prezzemolo fresco ben tritato.

Crostata di limoni senza lattosio

crostata di limoni

Una cliente affezionata mi ha chiesto di insegnare alla suocera la ricetta di una crostata dalla riuscita assicurata. Chiaramente tutto online.

Ho pensato allora di aggirare i classici problemi che comporta prepararla:
– i grumi nella crema gialla
– il forte odore di uova
– la difficoltà nello stendere la frolla che si spezza
– la frolla che si modifica in cottura
(e se ne riscontrate altri ditemi pure!)

Allora ho fatto un po’ di ricerche sul web e dopo alcune prove ho scoperto questa fantastica ricetta dove la crema al limone è a base di acqua e la frolla non contiene burro ma solo olio, rendendola quindi particolarmente elastica e facile da maneggiare.

Raramente non apporto modifiche alle ricette che trovo, ma questa di @chiarapassion è praticamente perfetta! Grazie mille Enrica!

La mia cliente ha realizzato una crostata bellissima seguendo i miei consigli e io ne sono stata entusiasta.

Se anche voi siete #analfabetidelmestolo non vergognatevi! Contattatemi e prometto di farvi prendere confidenza con la cucina, anche online!
Scrivetemi a info@fornelliaspillo.it

CROSTATA CON CREMA AL LIMONE A BASE ACQUA

Per la crema al limone

  • 250 g di acqua
  • 150 g di zucchero
  • 30 g di fecola di patate o amido di mais
  • 30 g di burro senza lattosio
  • 1 uovo
  • la buccia grattugiata di 1 limone non trattato
  • Il succo di mezzo limone

Per la pasta frolla all’olio

  • 280 g di farina 00 (+ un poco per la spianatoia)
  • 100 g di zucchero
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 80 g di olio di semi di arachidi o preferito
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • La buccia grattugiata di 1 limone non trattato
  • 1 pizzico di sale

Per la crema al limone:

  1. In un pentolino mescolate lo zucchero con la fecola e la scorza di limone grattugiata, aggiungete l’acqua a filo e mescolate bene per non far formare grumi. Aggiungete il burro e mettete sul fuoco. Fate cuocere fino al primo bollore sempre mescolando, fino a quando si addensa.
  2. Fate raffreddare giusto 5 minuti, poi fuori dal fuoco aggiungete sempre mescolando l’uovo e il succo di mezzo limone, mescolate bene con una frusta a mano e lasciate intiepidire.

Per la pasta frolla:

  • In una terrina unite lo zucchero, il pizzico di sale, la buccia grattugiata di limone, l’olio, l’uovo intero ed il tuorlo. Mescolate con una forchetta, unite man mano la farina con il lievito fino a quando inizia a formarsi l’impasto. Spostatevi su di una spianatoia e incorporate la restante farina fino ad avere un impasto elastico che non si attacca più alle mani.
  • Stendete su di un piano leggermente infarinato ad uno spessore di circa 4-5 mm. Rivestite con la frolla lo stampo per crostata precedentemente imburrato e infarinato da 22 cm. Bucherellate la frolla. Farcite con la crema al limone e mettete in frigo mentre il forno raggiunge la temperatura.
  • Cuocete in forno preriscaldato a 170 °C statico nella parte bassa del forno per circa 38-40 minuti fino a quando è leggermente dorata.
  • Decorate a piacere con meringhe sbriciolate e fette di limoni.

Banana loaf alla vaniglia e noci

plumcake banana

Di varianti di plumcake alla banana, banana bread, torta alla banana, banana loaf o chiamatelo come vi pare, ne trovate a centinaia, su libri, web, riviste e persino dietro le confezioni di farine, yogurt, bustine di lievito et similia.

La differenza, però, nel fare una ricetta, sta tutta nel riscontro!

Io posso darvi una ricetta clamorosa, ma se non la scrivo bene, se sostituisco un ingrediente a caso, se aggiungo una spezia che non c’entra nulla solo per dare una valenza esotica e se, soprattutto, la pubblico, la pubblicizzo ma non l’ho mai provata o, peggio ancora, il risultato non mi convince, chiaramente, quelle centinaia di ricette che troverete, non avranno valore.

Io però posso parlare per me, e posso assicurarvi che quando posto una ricetta è perché l’ho provata e soprattutto, m’è piaciuta.

Indi per cui, oggi vi posto questa ricetta di un banana loaf alla vaniglia e noci trovata qua e là ma, chiaramente, modificata perché il risultato mi aveva lasciata perplessa. Finché non ho trovato le dosi perfette! Ed eccovele qua!

250 g di farina per dolci

3 uova

100 g di zucchero

3 banane extra mature

250 ml di yogurt bianco

100 ml di olio di cocco

2 cucchiai di estratto di vaniglia

100 g di noci spezzettate

1 bustina di lievito

Preparazione:

  1. In una bowl rompete le uova e aggiungete lo zucchero, unite la vaniglia e montate con le fruste elettriche finché non sentirete più la consistenza dei granelli.
  2. Aggiungete lo yogurt e continuate a mescolare (io lo faccio sempre con le fruste a minima velocità).
  3. Aggiungete la farina setacciata insieme al lievito (ricordate, farina e lievito vanno sempre setacciate per evitare che si formino dei grumi!) e mescolate.
  4. A questo punto in una ciotola a parte schiacciate le banane (io uso lo schiacciapatate a mano ma se sono molto morbide vi basterà la semplice forchetta) e unitele al composto precedentemente montato.
  5. Versate l’olio di cocco e mescolate con le fruste per un altro minutino.
  6. Aggiungete le noci spezzettate, mescolate con una spatola e versate il composto in uno stampo da plumcake ben imburrato.
  7. Infornate in forno preriscaldato statico a 180 °C per circa 45 minuti e il dolce sarà pronto!

Un po’ lunghi sulla colazione, ma per merenda sono sicura che ce la farete a prepararlo!

Buona Domenica!

DA BAHIA LO STUFATO DI PLATANO

STUFATO DI PLATANO

Brasile: un paese che nella mia vita ha sempre significato molto, per persone e coincidenze.

Poi, grazie alle amicizie che si rafforzano nel corso degli anni a dispetto delle distanze e del tempo che passa, sono stata ospite della mia amica Michelle a Porto Alegre, nel profondo sud del Brasile, quasi non Brasile. Sono stata accolta come se fossi stata una figlia e una sorella e ho scoperto e vissuto abitudini e costumi locali che mi hanno arricchito come poche altre esperienze.

E’ poi arrivato il turno di Rio, un paio di anni dopo, con altri amici, alla scoperta del cuore del Brasile. I fuochi a Copacabana, le passeggiate a Ipanema e le infinite caipirinha rimarranno ricordi indelebili (forse offuscati ma indelebili 🙂

Il cibo, in queste esperienze, è stato variegato e decisamente inaspettato: tanta carne al sud, influenzati dalla vicinanza della pampa Argentina, tanto fritto e street food al centro.

Mi manca il Nord del Brasile, quello colorato, spumeggiante, festaiolo (non che il Brasile non lo sia tutto, ma Bahia, Parà ecc., beh, si sa…) e quello dal cibo più affine a me, quello in cui sperimentazione e commistione sono i principi su cui si basano i piatti.

Così, stregata da un assaggio di uno stufato di platani mangiato al volo a Rio, ho deciso di ritrovare la ricetta e farla mia, per gustarmi il Brasile che ho vissuto e per sognare il Brasile che desidero vivere.

Ecco, quindi, la ricetta della moqueca (che si legge proprio mo-ke-ka, come ha giustamente corretto l’amico Fabiano Guatteri) a base di platani. Chi è stato o andrà, un giorno, la potrà provare di pesce o di pollo o chissà in quale altra variante. Ad oggi, questa con i platani, rimane la mia preferita, perché non stanca mai!

La ricetta è un po’ lunga ma la preparazione è davvero semplice. Se troverete tutti gli ingredienti (che vi ho leggermente modificato per comodità) potrete replicarla facilmente!

Ingredienti per 4 persone:

300 g di cocco disidratato

6 grani di pepe nero

1 cucchiaino di curcuma

1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato

6 semi di coriandolo

1 cucchiaino di semi di cumino

1/2 peperoncino piccante senza semi

3 cucchiai di olio di cocco (ci vorrebbe quello di dendé ma io preferisco quello di cocco)

1 cucchiaio di cipolla tritata

1 cucchiaino di aglio sminuzzato

2 pomodori piccadilly a cubetti

1 cucchiaio di peperone dolce a pezzetti

500 g di platani tagliati a pezzettoni

1 cucchiaio di coriandolo fresco sminuzzato

il succo di mezzo lime

sale

Preparazione

  1. In una ciotola aggiungete il cocco rapé e 1,5 litri di acqua calda. Lasciate in infusione per una decina di minuti e poi filtrate la miscela con un colino e tenetela da parte.
  2. In un mortaio unite il pepe, la curcuma, il cumino, lo zenzero, il peperoncino e un cucchiaio di olio di cocco e pestate il tutto fino a ottenere una sorta di impasto liscio.
  3. In una pentola media aggiungete il restante olio e aggiungete la cipolla, l’aglio, il pomodoro, il peperone dolce e un cucchiaio di impasto piccante e lasciate rosolare per qualche minuto.
  4. Aggiungete la crema di cocco che avevate tenuto da parte e i platani e il peperone rosso e cuocete per una decina di minuti a fuoco vivo.
  5. Aggiungete il coriandolo fresco e il succo di mezzo lime e servite con il riso al cocco o del semplice riso al vapore.

Ovviamente, mangiate con João Gilberto in sottofondo!

il food entertainment come team building

christmas food entertainment

Mai come quest’anno la capacità di reinventarsi è decisiva per andare avanti e superare le difficoltà che la pandemia ci ha imposto, ogni giorno sempre di più, ogni giorno sempre più complesse. Chi lavora in azienda ha dovuto subire un distaccamento fisico dai colleghi e da un mondo fatto di relazioni interpersonali che ha reso il lavoro più complesso e sicuramente meno piacevole.

Sono venute a mancare le pause caffè, gli aperitivi, i confronti davanti al bar e le pause pranzo in cui scambiarsi aneddoti e punti di vista. Anche le semplici frasi retoriche del lunedì o quelle ben augurali del venerdì (anche io ho lavorato in azienda -casa editrice- quindi conosco bene queste modalità di socializzazione, che credete :), banalità spesso invise ma che alla fine, accompagnano quella quotidianità che tanto adesso ci manca.

E in tutto ciò siamo arrivati alle porte del Natale. Manca un mese esatto e siamo in alto mare rispetto al come dove e se muoverci. Non ci saranno cenoni, feste aziendali e aperitivi di saluti.

Ma. In qualche modo possiamo arginare quest’angosciante momento e renderlo, grazie alla tecnologia, utile e piacevole. Come? Con il food entertainment on line!

Agenzie di comunicazione e colossi del digitale si sono già prenotati per acquistare la loro esperienza di food entertainment online e regalare ai loro team un’esperienza diversa, inconsueta ma sicuramente divertente e, perché no, anche utile!

Come funziona il food entertainment come momento di team building?

Te lo spiego in 5 semplici punti:

  1. Si decide il tema della serata (aperitivo di Natale, cucina internazionale, piatto delle feste ecc.)
  2. Alcuni giorni prima invio l’elenco degli ingredienti per le ricette da preparare e l’indicazione degli utensili indispensabili per la preparazione delle stesse (sempre pochi e semplici per agevolare tutti)
  3. Ci si connette in contemporanea, ciascuno dalla propria cucina, con un bicchiere di vino e tanta voglia di mettersi in gioco e si inizia a cucinare.
  4. Questa è la fase apparentemente più complessa ma anche la più divertente: cimentarsi in ricette nuove con la supervisione di una food entertainer che spiega, racconta, suggerisce e supporta ciascuno dei partecipanti nella realizzazione del piatto, coordinando e armonizzando tutta l’attività online.
  5. A fine preparazione, si mangia tutti insieme condividendo impressioni, gusti, annotazioni ed eventuali domande, ritrovandosi con i colleghi e sperimentando una socialità diversa ma indispensabile e unica possibile, al di fuori del contesto lavorativo.

Ogni azienda sta poi applicando delle variazioni sul tema a seconda delle necessità numeriche, di tempo e di logistica dei partecipanti.

Per questo, se l’attività di food entertainment può essere la risposta alle vostre necessità di team building aziendale scrivetemi a info@fornelliaspillo.it e costruiamo insieme l’evento migliore per la vostra azienda.

Vi aspetto!

Anna

Biscotti cannella e fleur de sel

biscotti cannella e fleur de sel

Che io sia un’appassionata di burro, è cosa risaputa. Sebbene non abbia mai mostrato particolare predilezione per i dolci: li trovo, li mangio. Raramente li cerco. E se li preparo è più per dare una ricetta nuova a voi.

Adesso, saranno i tempi molesti e nefasti, sarà un po’ l’età che avanza e la voglia di tenerezza che incombe, preparare biscotti è diventata, per me, quasi una piccola rivincita rispetto a quella che ero, ovvero Miss nocciolina salata!

Eccomi quindi a sperimentare ricette che incontrano il mio gusto, tipo quella di questi biscotti speziati e anche un po’ salati, alla cannella e fleur de sel, ovvero due degli ingredienti che più amo in cucina (se non addirittura i miei preferiti in assoluto).

Impastando questa semplicissima frolla, ho realizzato che questi biscotti saranno perfetti per le feste di Natale, specialmente se alla cannella aggiungeremo del cardamomo in polvere e qualche chiodo di garofano, e se invece di ritagliarli con un coppapasta utilizzeremo delle simpatiche formina tipo casetta di Natale o Mr. Gingerbread.

Come li ho preparati? Ecco la ricetta a prova, come sempre, di #analfabetidelmestolo

per circa 50 biscotti

150 g di burro a temperatura ambiente

150 g di zucchero muscovado

4 tuorli

350 g di farina setacciata

1 cucchiaio di cannella

1 cucchiaino di fleur de sel o sale kosher

Preparazione

In una bowl raccogliete tutti gli ingredienti e impastate energicamente a mano. Anche se il burro all’inizio vi sembrerà insufficiente per tutta la quantità di zucchero e farina, in realtà non è così: è decisamente sufficiente, dovete solo avere la pazienza di impastare bene. Certo, se avete a disposizione una planetaria, sarà tutto più semplice!

Create una palla con l’impasto e avvolgetelo nella pellicola trasparente. Riponete in frigo per circa 20 minuti.

Su un asse da lavoro stendete un foglio di carta forno, disponete il panetto di frolla e coprite con un altro foglio di carta forno. Con il matterello stendete bene l’impasto e ricavate le formine che preferite.

Disponetele su una teglia da forno rivestita con carta oleata e infornate in frono preriscaldato a 175 °C per 15-16 minuti.

Lasciateli raffreddare su una gratella e spolverizzateli, ancora tiepidi ma non caldi, con zucchero a velo e cannella. Babbo Natale non potrà che fermarsi da voi!

Bon Bon cocò et chocolat

Dalla serata brasiliana dell’altra sera ho avanzato tantissimo cocco, sia fresco, sia rapé (o grattugiato, che dir si voglia).

Ora, considerato che quello fresco grattugiato l’avevo rimesso in acqua per ottenere dell’altro latte di cocco per un secondo stufato (stavolta preparato con il pollo e le spezie) ho preferito utilizzare quello rapé che è anche la cosa che rende questa ricetta alla portata di tutti in qualunque momento, suscitando una serie di ooohhh e maddaaaaiii! come mai vi sareste immaginati.

Persino io, nonostante sia una moderata sostenitrice dei dolci e della loro preparazione, ho trovato in queste sfiziose palline il diversivo per sfamare orde di genti bramose di glucosio.

Volete vedere come ho preparato questi deliziosi bon bon cocò et chocolat? Eccovi la ricetta!

Ingredienti:

(per circa 20 bob bon)

200 g di cocco secco grattugiato

135 g di zucchero

2 albumi d’uovo grandi

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Un pizzico di sale

per la farcitura

200 g di cioccolato fondente

Preparazione

In una ciotola amalgamate con le mani il cocco, lo zucchero, gli albumi, l’estratto di vaniglia e il sale e formate delle palline.

Infornate le palline di cocco in forno preriscaldato a 160 °C per 17 minuti e quando le avrete tolte da lì, disponetele su una gliglia in modo da farle raffreddare.

Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria e quando le palline saranno tiepide, immergetele per metà (o addirittura tutte, con l’aiuto di una forchetta o di uno stuzzicadenti, se siete super golosi di cioccolato) e tenetele da parte finché il cioccolato non si sarà solidificato.

Riponetele in un contenitore di vetro (o di plastica, se non l’avete di vetro) e consumate questi deliziosi bon bon entro 3-4 gg.

Dolce di manioca per gustare il Brasile

dolce di manioca

Ho visitato il Brasile 2 volte e sempre in occasioni speciali: la prima volta sono stata nel sud, a Porto Alegre, ospite della mia cara amica Michelle per le feste natalizie e due anni dopo sono invece tornata per il matrimonio di Mimmo e Julia a Rio de Janeiro, insieme a tutta una combriccola fantastica. Il Capodanno sulla spiaggia di Copacabana è, indubbiamente, una delle 10 cose da fare nella vita!

Quello che non mi sono fatta mancare nel corso di questi due viaggi è stata, sicuramente, la curiosità in cucina: ho assaggiato di tutto, dall’asado all’arroz de carreteiro, dalla feijoada al pao de quejo e bevuto altresì di tutto… caipirinha ao limao in primis!

Ho goduto dei piaceri della frutta che più amo, come il mango (a manga, in br.) e la papaya (mamao, in br.), felicitandomi di trovare ovunque il cocco e sorprendendomi nella scoperta di radici magiche come la manioca.

Ed è proprio la manioca l’ingrediente del dolce che vi presento oggi e che abbiamo preparato nel corso della serata di cucina brasiliana di Single Food giovedì scorso. Un dolce semplicissimo, senza latte e senza glutine, che rimane umido per giorni e che trovo perfetto in qualunque momento della giornata.

La manioca la trovate in qualunque negozietto etnico ma l’ho vista anche nei supermercati più grandi e ben forniti. Quindi non accampate scuse per non prepararlo!

Questa la ricetta del Bolo de macaxeira (dolce di manioca, per l’appunto) ispirata liberamente a quella di Thiago Castanho.

Ingredienti per 8 persone:

1 kg di manioca fresca (pelata e grattugiata grossolanamente)

1 lattina da 400 ml di latte di cocco senza zucchero

160 g di zucchero semolato

1 cucchiaio di sale

200 g di cocco rapè

5 uova grandi

un tocco di burro

Preparazione:

In una ciotola ampia versate tutti gli ingredienti e amalgamateli con una spatola.

Imburrate una teglia grande e versatevi il composto.

Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per 40 min. circa. Quindi sfornate, tagliate a cubetti e servite caldo (ma io lo amo anche freddo!).

Se non è facilissimo questo! Beijos!

ecco il calendario di ottobre!

Rispetteremo il distanziamento, saremo in max 4 persone per evento, indosseremo le mascherine ma riprenderemo la nostra socialità intorno ai fornelli!

Per qualunque domanda scrivimi a info@fornelliaspillo.it o mandami un dm su Instagram e facebook all’account fornelliaspillo

GLI APPUNTAMENTI DI SINGLE FOOD

il calendario di ANALFABETI DEL MESTOLO

Shortbread al lime

La ricetta dei biscotti inglesi dal fresco sapore caraibico

In tutti questi anni avevo sottovalutato il potere terapeutico dei biscotti: distensivo, soddisfacente e coccoloso. Sì, perché impastare rilassa, il risultato – trovando le ricette giuste- è da podio ed è un coccola, per chi li mangi appena sfornati, per quando li conservi uno a uno dentro ai barattoli di vetro per rimirarli e per chi li riceve, sempre adorante davanti a un qualcosa di sfornato a casa.

Godo di questa fortuna: mi sono fatta una bella nomina negli anni, e a parte qualche impossibile crumble 100% grano saraceno (non ci provate mai, non lega con nulla!) e a qualche gnocco di patate risultato un po’ troppo gnucco, le mie preparazioni piacciono e io mi gongolo nel vedere le facce soddisfatte di chi addenta i risultati delle mie serate nevrotiche e delle mie notti insonni!

La bravura, e non smetterò mai di dirlo, sta tanto nella preparazione quanto nella scelta della ricetta giusta, che deve essere affidabile in tutto: tipi di ingredienti da matchare, profumi da incrociare, dosi da pesare, qualità dei prodotti da utilizzare. Non basta dire “ho della farina”, “ho del burro”, “uova non proprio a sufficienza ma uno in più o in meno cosa vuoi che cambi”… perché cambia tutto!

Per realizzare questi friabilissimi, delicatissimi e straprofumatissimi mi sono attenuta a una ricetta della mia guru da sempre, Martha Stewart, (peraltro anche lei di mamma polacca… magari è di buon auspicio!) e al suo libro dal titolo confortante e immediato “Biscotti“. Il risultato, lo vedrete voi stessi se utilizzerete burro di ottima qualità, sarà meraviglioso! La conferma mi è stata data proprio stamattina da una raffinata pittrice, mamma di una cara amica, che mi ha detto che questi biscotti davano l’idea di essere profumati semplicemente guardandoli. Direi che più soddisfatta di così non potrei essere! Quindi basta perdere tempo e dedicate la vostra domenica pomeriggio a questa preparazione: da oggi avrete anche voi un nuovo modo di profumare casa!

Ingredienti per 30 biscotti più spessi o 60 sottili

170 g di burro del Trentino a temperatura ambiente

120 g di zucchero a velo

la scorza e il succo di 2 lime

1 cucchiaio di essenza di vaniglia (io uso quella americana di Wholefoods)

280 g di farina per torte e frolle Molino Pasini

40 g di maizena

1/4 di cucchiaino di sale kosher

  1. In una ciotola raccogliete il burro e 40 g di zucchero a velo e con le fruste sbatteteli fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete scorza grattugiata e succo dei lime e l’essenza di vaniglia.
  2. A parte mescolate la farina, la maizena e il sale e unite al composto di burro e lime e amalgamate a bassa velocità.
  3. Dividete l’impasto in due parti uguali e con l’aiuto della carta forno create 2 cilindri dal diametro di ca. 3 cm e riponete in freezer per 1 ora per far compattare l’impasto.
  4. Preriscaldate il forno a 180 °C, private i cilindri della carta forno e tagliateli a rondelline dello spessore di mezzo cm ciascuna. Infornate per 13-15 minuti, quindi sfornateli e lasciateli intiepidire su una griglia. Prima che si freddino ma quando non saranno ancora troppo caldi, spolverizzateli con lo zucchero a velo. Quando saranno completamente freddi potrete conservarli in barattoli di vetro ermetici per un massimo di 2 settimane. Ma tranquilli: impossibile che durino oltre 2 giorni!
lime shortbread in barattolo

Spaghettone al pesto con tartare di gambero rosso di Mazara

pesto e gambero rosso

Chi non è di Mazara del Vallo non può totalmente cogliere il significato che ha per noi mazaresi il gambero rosso. Non mi riferisco solo alla bontà e all’unicità del prodotto, quanto alla tradizione che si porta dietro. Fatta di ricette, racconti, incontri e “schiticchiate”, momenti di gioia culinaria condivisa.

Io ho vissuto a Mazara fino ai 18 anni e poi sono tornata ogni Natale e ogni agosto. Mangiare il gambero era (ed è) rappresentativo di un momento di festa. Viene apprezzato il suo pregio e celebrato con piatti semplici che ne esaltino il sapore.

Un po’ come succede alla Buba Gump Gamberi di Forrest Gump, c’è un momento, durante queste riunioni tra amici e parenti, in cui il gambero è protagonista assoluto e ti ritrovi a mangiare gamberi marinati, gamberi arrostiti, busiate con sugo gamberi, linguine con le teste dei gamberi, gamberi a forno, spiedini di gamberi, tartare di gambero e così via…

Quindi, per me, preparare una ricetta con il gambero rosso di Mazara, equivale a risentire il sapore di casa in trasferta. Anche perché gli ingredienti richiesti, solitamente, sono davvero basici: aglio, prezzemolo, olio extravergine di oliva e pochissimo tempo di cottura. Qualche goccia di limone del mercato se vuoi fare una marinata fresca e leggera.

Stavolta allora, avendo deciso di fare anche il secondo (ovvero gamberoni al forno) ho pensato di lanciarmi in un primo più articolato rispetto al solito comune sentire mazarese, e ho realizzato un pesto verde fatto in casa che avrebbe avvolto lo spaghettone di Gragnano e accolto come un nido una tartare di gambero rosso. Ecco come l’ho preparato:

Ingredienti per 2 persone:

180 g di spaghettoni di Gragnano

1 mazzo abbondante di basilico fresco (preso al mercato)

50 g di parmigiano reggiano

2 cucchiai di pinoli

1 cucchiaio di mandorle

abbondante olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

pepe in grani a piacere

un pizzico di sale

10 gamberi rossi di Mazara

Ho lavato e asciugato le foglie di basilico, spuntandole e mettendole dentro al bicchiere del mixer. Ho aggiunto il tocchetto di parmigiano, i pinoli, l’olio abbondante (almeno 1 bicchiere e mezzo), l’aglio, il pepe e un pizzico di sale e ho frullato tutto. Appena il pesto ha raggiunto la sua omogeneità ho aggiunto le mandorle e ho frullato per 3 secondi, al fine di ottenere un composto più croccante.

Mentre gli spaghettoni di Gragnano cuocevano in abbondante olio extravergine di oliva, ho “scapuzzato” (tolto le teste – n.d.r.) il gambero e l’ho tagliato a tocchetti.

Quindi ho scolato la pasta al dente, l’ho condita in una ciotola con il pesto verde, ho creato dei nidi nel piatto e vi ho adagiato la tartare di gambero.

La bontà credo sia apprezzabile anche dalla foto stessa, che ne dite?

Spaghettone di Gragnano con pesto verde con tartare di gambero rosso di Mazara

Per l’eccellenza della materia prima devo ringraziare http://www.asaroseafood.it senza la quale il piatto non sarebbe riuscito assolutamente allo stesso modo!

ISRAELI PASTA

Quando avete nostalgia di uno dei posti che vi hanno toccato il cuore, la soluzione migliore è quella di dedicarsi alla preparazione di un piatto che vi riporti immediatamente in quel luogo (almeno finché ripartire non sarà di nuovo semplice come qualche mese fa!).

In questi giorni il ricordo di Israele e della sua cucina è stato pressocché costante e martellante e allora ho pensato di farmi guidare dal ricordo dei sapori per creare un piatto tutto mio ma che rispettasse i canoni della cucina ebraica.

Allora ho messo insieme pomodorini gialli e rossi, cumino, menta, olive, pistacchi e ceci ma sottoforma di pasta e ho impiattato un pranzetto kosher che rispettava tutti i principi imposti nella semplicità di una ricetta 100% vegana.

Ecco come l’ho preparata:

70 g di pasta di farina di ceci

12-15 pomodorini misti gialli e rossi

una decina di pistacchi

mezzo avocado

un ciuffo di menta

mezzo cucchiaino di semi di cumino

5-6 olive nere

un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva

  1. Cuocete la pasta di farina di ceci in abbondante acqua bollente salata (ci vorranno circa 5 minuti).
  2. Nel frattempo scavate mezzo avocado con un cucchiaio e raccoglietelo in una ciotola capiente. Schiacciate la polpa con una forchetta e aggiungete l’olio, un pizzico di sale e i semi di cumino.
  3. Tagliate i pomodorini a metà e uniteli alla polpa di avocado. Aggiungete i pistacchi, le olive e la menta spezzettata.
  4. Scolate la pasta, versatela nella ciotola, mescolate per bene e buon appetito!

SFOGLIAMO

La nuova rubrica sui libri di cucina di Fornelli a spillo

Il panorama dell’editoria culinaria è sconfinato. Individuare il libro giusto che contempli tutto quello che ci interessa di un argomento è davvero difficile. E se lo dico io che sono del mestiere, non immagino quanto lo possa essere per chi del mestiere non è.

Io amo girare per librerie, è il mio passatempo del sabato mattina. Oppure della tarda serata (per fortuna a Milano esistono librerie che rimangono aperte fino a sera inoltrata). E questo mi consente di godermi il momento, studiarmi titoli, copertine, immagini, testi, struttura, ricette… avete visto quante cose?

Venendo da un bel passato in casa editrice, sia come editor, sia come traduttrice che redattrice, ho abituato l’occhio ai più piccoli dettagli che però, spesso, mi fanno decidere se comprare o meno un libro. Questo poi vale tanto per i libri di cucina quanto per la narrativa, la saggistica, la poesia (che, sia messo agli atti, per me dovrebbero avere sempre semprissimo il testo a fronte!).

Ciò detto, il mio obiettivo, con l’apertura della rubrica “SFOGLIAMO” è volta a diventare uno strumento di lettura semplicata dei libri gastronomici in libreria (o su Amazon o sullo scaffale di qualche ipermercato, non so) affinché chi li debba o voglia comprare, abbia un quadro più chiaro di che libro ha tra le mani senza rimanerne deluso dopo la prima ricetta andata a male o dopo aver visto che le immagini sono copiate da un altro testo (sì, perché avviene anche tutto questo!).

Attendo quindi i vostri consigli e tutto quello che vi sentirete di dirmi a riguardo. Suggerimenti sui testi inclusi, anzi, super desiderati!

BIANCOMANGIARE DA FAVOLA

Il biancomangiare è un dolce di origine araba. E allora vi direte: che ci fa sulla tavola di Natale di una siculo-polacca?

Ci fa, ci fa, perché come ben sapete tantissimi dei dolci siciliani derivano dalla tradizione araba. E il biancomangiare non fa eccezione.

La ricetta tradizionale lo vuole con il latte di mandorla, estratto dalle mandorle macinate fresche e lasciate filtrare per una notte attraverso una garza di lino… ecco, capiamo bene che se abbiamo un po’ di fretta non è proprio il dolce più veloce da fare seguendo la ricetta originale. A meno che non seguiate la mia ricetta che altro non è che la ricetta alternativa delle nonne di una volta, compresa la mia, che per realizzare un dessert rapido e genuino, aveva deciso di sostituire il latte di mandorla con quello vaccino, aggiungendo la scorza di limone odorosissima e a metro zero (avendo l’albero in giardino!) e una stecchetta di cannella (spezia preferita di tutta la mia famiglia!).

Io, poi, avendo acquisito la mia dimestichezza in cucina, ho applicato diverse varianti, come l’utilizzo della bevanda di riso, di quella di cocco, del latte di mandorla light, in modo da accontentare le esigenze di tutti quelli che partecipano ai miei corsi e che hanno intolleranze o allergie varie.

Questa ricetta del biancomangiare è senza glutine. Sostituendo il latte intero con il latte senza lattosio o con una bevanda vegetale come quella di riso, otterrete un dolce anche privo di lattosio.

Ricetta per 8 persone:

1 litro di latte intero

200 g di zucchero semolato

100 g di amido di mais

la scorza di un limone non trattato

una stecchetta di cannella

pistacchi non salati oppure mandorle tostate

Preparazione:

  1. In una tazza versate l’amido e aggiungete un po’ di latte per farlo sciogliere. Se trovate difficoltà aggiungete la punta di un cucchiaio di zucchero. Non so per quale processo chimico (la tata serba dei miei nipotini me l’ha consigliato ed è stata una rivelazione!) ma l’amido si scioglie in tempo zero!
  2. In un pentolino versate il resto del latte insieme allo zucchero e mescolate con una frusta finché lo zucchero non si sarà sciolto. Accendete la fiamma e aggiungete la scorza del limone e la cannella, versando a filo l’amido che avete precedentemente sciolto.
  3. Mescolate di continuo a fuoco lento finché il tutto non inizierà ad addensarsi. A questo punto spegnete la fiamma, togliete la scorza del limone e la cannella e versate in uno stampo da budino.
  4. Cospargete con i pistacchi tritati o se preferite, con le mandorle e lasciate raffreddate per 2-3 ore, fino a quando il biancomangiare non sarà sodo.

Per rendere il vostro biancomangiare ancora più sfizioso potete mettere dei biscotti sul fondo della forma prima di versare il budino o/e aggiungere delle scaglie di cioccolato fondente insieme ai pistacchi tritati. Male che vada, una cucchiaiata di cioccolato spalmabile risolverà qualunque eventuale mancanza in dispensa!

Questo dolce è veloce, rapido, genuino ed economico. Un vero salvavita per una cena, una merenda e per qualunque occasione che richieda una dose massiccia di coccole!

REGALA UN CORSO DI CUCINA!

Il Natale bussa alle porte e non sai cosa regalare? Fornelli a spillo ti viene in aiuto!

Quel fatidico momento dell’anno è arrivato. E con esso tutta l’ansia legata ai regali.

Il Natale dovrebbe essere un momento di serenità, di pausa dopo lunghi mesi di corse frenetiche e tentativi di progettazioni riuscite e non. E invece spesso, a causa delle cene da organizzare, degli aperitivi cui partecipare, dei regali da comprare e delle commissioni da espletare, diventa una fonte di stress inaudita.

Allora, dico io: perché non vi fermate un attimo e, tra un acquisto Amazon e un pacco Zalando, non pensate di regalare anche un’esperienza ai fornelli? Ovviamente quelli miei, di Fornelli a spillo!

Potreste decidere di regalare un corso di 4 lezioni di Analfabeti del mestolo alla vostra compagna, che di preparare un risotto o una torta per la colazione non ci pensa proprio perché non sa da dove iniziare. Oppure pensare di omaggiare una serata Single Food al vostro migliore amico single, dandogli la possibilità di conoscere tante altre persone single come lui. Potrebbe trovare l’amore come nuovi amici per un week end fuori porta: ma senza troppe pretese, avrà di certo scoperto il trucco per mangiare dei tenerissimi moscardini alla Luciana!

Allora, se vi ho incuriosito, scrivetemi a info@fornelliaspillo.it e chiedetemi qualunque informazione vi salti in mente. Mancano pochissimi giorni e questa è la soluzione ideale per non impantanarvi in code kilometriche e regali irriciclabili!

In ogni caso… Buone Feste!

I Buffa Cookies

Sempre detto che non sono una grande appassionata di dolci. Ma certo neppure io resisto all’odore del burro e del cioccolato che si incontrano nel forno e inebriano casa con il loro inequiparabile profumo!

Per cui, quando Julia, mia amica brasiliana un po’ analfabeta del mestolo -Julia non me ne volere! 🙂 – mi ha chiamata in soccorso per realizzare dei veri cookies ammerigani, non mi sono potuta certo tirare indietro! E allora, da professionista del food entertainment mi sono piombata a casa sua e di Mimmo e le ho fatto infornare dei cookie al cioccolato a regola d’arte!

Nonostante non avessimo la bilancia, mi sono affidata a una ricetta made in Usa e quindi, dotata di cup, tsp e tbsp la realizzazione è stata semplicissima! Ma tranquilli, per voi ho preparato già la conversione pressocché precisa in grammi (anche se cup americana e xicara brasiliana, per la realizzazione dei dolci che piacciono a me, le trovo infinitamente più semplici!).

Il risultato è stato quello che vedete in fondo: choco-chewy da morire! Con un profumo pazzesco e un numero di calorie scandaloso. Ma volete mettere la soddisfazione?

Per realizzare circa 25-30 cookies

  • 200 g di zucchero semolato
  • 165 g di zucchero di canna muscovado (quello scuro e appiccicoso, per intenderci)
  • 5 g di sale
  • 115 g di burro
  • 1 uovo
  • 5 ml di estratto di vaniglia
  • 155 g di farina
  • 2,5 g di bicarbonato di soda
  • 200 g di cioccolato fondente
  1. In una ciotola unite i 2 tipi di zucchero, il sale e il burro fuso e mescolate bene anche con l’aiuto di una frusta elettrica.
  2. Adesso aggiungete un uovo, l’estratto di vaniglia, la farina e il bicarbonato e continuate a mescolare con la frusta. Non appena il composto sarà uniforme aggiungete il cioccolato spezzettato grossolanamente e mescolate a mano con una spatola. Coprite con della pellicola e conservate in frigo per mezz’oretta
  3. Porzionate i cookies con l’aiuto di un cucchiaio per gelato e disponete le palline ricavate su una teglia rivestita con carta forno, ben distanti tra loro.
  4. Infornate per 12-15 minuti (non oltre!) a 180 °C in forno statico pre-riscaldato e se resistete dal non mangiarli bollenti, saranno ancora più buoni dopo una decina di minuti!

Blueberries Mascarpone Soufflè

mini soufflé glutenfree

Non c’è Natale che si rispetti senza una crema al mascarpone che ci ingrassi a dovere! O sbaglio?

Sia che la si serva sottoforma di tiramisù sia che la si propini a cucchiaiate accanto alla fetta del più prestigioso e artigianale dei panettoni, la crema al mascarpone è immancabile.

Ecco perché ho pensato, però, di proporvela sotto una veste più anticonvenzionale, che prevedesse l’aggiunta di un po’ di farina di mandorle (o di cocco) per stabilizzare la crema, di frutta delicata come i mirtilli (ma sentitevi liberi di sostituirli anche con more, cranberry o lamponi) e infine di infornarla, trasformandola, quindi, in mini soufflé, peraltro glutenfree e poco calorici (sempre che riusciate a mangiare una porzione e basta!)

La ricetta che segue è per 8 persone (1 stampino a testa)… poi vedete voi… a ognuno interagire con la propria coscienza!

  • 250 g di mascarpone
  • 2 cucchiai di Marsala (o rum o vinsanto)
  • 2 uova + 1 tuorlo
  • 80 g di zucchero
  • 200 g di frutti di bosco
  • 50 g di farina di mandorle
  • 16 lingue di gatto a piacere (per decorare)

Preparazione

1) Prendete una ciotola, rompetevi le uova, aggiungete lo zucchero e montate fino a che il composto non diventi bianco. Unite quindi il mascarpone, la farina di mandorle e il Marsala e amalgamate in maniera omogenea tutti gli ingredienti.

2) Prendete gli stampini di metallo e riempiteli con i mirtilli (tenendone da parte una manciata), versate su di essi la crema al mascarpone e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti.

3) Trascorso questo tempo tirate fuori i soufflé, aggiungete alcuni mirtilli per ogni stampino, accendete il grill e reinfornate per altri 5 minuti.

4) Adesso potrete toglierli dal forno e gustarli tiepidi insieme a delle sottili e croccanti lingue di gatto. Oppure semplicemente con il cucchiaino!