Shortbread al lime

La ricetta dei biscotti inglesi dal fresco sapore caraibico

In tutti questi anni avevo sottovalutato il potere terapeutico dei biscotti: distensivo, soddisfacente e coccoloso. Sì, perché impastare rilassa, il risultato – trovando le ricette giuste- è da podio ed è un coccola, per chi li mangi appena sfornati, per quando li conservi uno a uno dentro ai barattoli di vetro per rimirarli e per chi li riceve, sempre adorante davanti a un qualcosa di sfornato a casa.

Godo di questa fortuna: mi sono fatta una bella nomina negli anni, e a parte qualche impossibile crumble 100% grano saraceno (non ci provate mai, non lega con nulla!) e a qualche gnocco di patate risultato un po’ troppo gnucco, le mie preparazioni piacciono e io mi gongolo nel vedere le facce soddisfatte di chi addenta i risultati delle mie serate nevrotiche e delle mie notti insonni!

La bravura, e non smetterò mai di dirlo, sta tanto nella preparazione quanto nella scelta della ricetta giusta, che deve essere affidabile in tutto: tipi di ingredienti da matchare, profumi da incrociare, dosi da pesare, qualità dei prodotti da utilizzare. Non basta dire “ho della farina”, “ho del burro”, “uova non proprio a sufficienza ma uno in più o in meno cosa vuoi che cambi”… perché cambia tutto!

Per realizzare questi friabilissimi, delicatissimi e straprofumatissimi mi sono attenuta a una ricetta della mia guru da sempre, Martha Stewart, (peraltro anche lei di mamma polacca… magari è di buon auspicio!) e al suo libro dal titolo confortante e immediato “Biscotti“. Il risultato, lo vedrete voi stessi se utilizzerete burro di ottima qualità, sarà meraviglioso! La conferma mi è stata data proprio stamattina da una raffinata pittrice, mamma di una cara amica, che mi ha detto che questi biscotti davano l’idea di essere profumati semplicemente guardandoli. Direi che più soddisfatta di così non potrei essere! Quindi basta perdere tempo e dedicate la vostra domenica pomeriggio a questa preparazione: da oggi avrete anche voi un nuovo modo di profumare casa!

Ingredienti per 30 biscotti più spessi o 60 sottili

170 g di burro del Trentino a temperatura ambiente

120 g di zucchero a velo

la scorza e il succo di 2 lime

1 cucchiaio di essenza di vaniglia (io uso quella americana di Wholefoods)

280 g di farina per torte e frolle Molino Pasini

40 g di maizena

1/4 di cucchiaino di sale kosher

  1. In una ciotola raccogliete il burro e 40 g di zucchero a velo e con le fruste sbatteteli fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete scorza grattugiata e succo dei lime e l’essenza di vaniglia.
  2. A parte mescolate la farina, la maizena e il sale e unite al composto di burro e lime e amalgamate a bassa velocità.
  3. Dividete l’impasto in due parti uguali e con l’aiuto della carta forno create 2 cilindri dal diametro di ca. 3 cm e riponete in freezer per 1 ora per far compattare l’impasto.
  4. Preriscaldate il forno a 180 °C, private i cilindri della carta forno e tagliateli a rondelline dello spessore di mezzo cm ciascuna. Infornate per 13-15 minuti, quindi sfornateli e lasciateli intiepidire su una griglia. Prima che si freddino ma quando non saranno ancora troppo caldi, spolverizzateli con lo zucchero a velo. Quando saranno completamente freddi potrete conservarli in barattoli di vetro ermetici per un massimo di 2 settimane. Ma tranquilli: impossibile che durino oltre 2 giorni!
lime shortbread in barattolo

Spaghettone al pesto con tartare di gambero rosso di Mazara

pesto e gambero rosso

Chi non è di Mazara del Vallo non può totalmente cogliere il significato che ha per noi mazaresi il gambero rosso. Non mi riferisco solo alla bontà e all’unicità del prodotto, quanto alla tradizione che si porta dietro. Fatta di ricette, racconti, incontri e “schiticchiate”, momenti di gioia culinaria condivisa.

Io ho vissuto a Mazara fino ai 18 anni e poi sono tornata ogni Natale e ogni agosto. Mangiare il gambero era (ed è) rappresentativo di un momento di festa. Viene apprezzato il suo pregio e celebrato con piatti semplici che ne esaltino il sapore.

Un po’ come succede alla Buba Gump Gamberi di Forrest Gump, c’è un momento, durante queste riunioni tra amici e parenti, in cui il gambero è protagonista assoluto e ti ritrovi a mangiare gamberi marinati, gamberi arrostiti, busiate con sugo gamberi, linguine con le teste dei gamberi, gamberi a forno, spiedini di gamberi, tartare di gambero e così via…

Quindi, per me, preparare una ricetta con il gambero rosso di Mazara, equivale a risentire il sapore di casa in trasferta. Anche perché gli ingredienti richiesti, solitamente, sono davvero basici: aglio, prezzemolo, olio extravergine di oliva e pochissimo tempo di cottura. Qualche goccia di limone del mercato se vuoi fare una marinata fresca e leggera.

Stavolta allora, avendo deciso di fare anche il secondo (ovvero gamberoni al forno) ho pensato di lanciarmi in un primo più articolato rispetto al solito comune sentire mazarese, e ho realizzato un pesto verde fatto in casa che avrebbe avvolto lo spaghettone di Gragnano e accolto come un nido una tartare di gambero rosso. Ecco come l’ho preparato:

Ingredienti per 2 persone:

180 g di spaghettoni di Gragnano

1 mazzo abbondante di basilico fresco (preso al mercato)

50 g di parmigiano reggiano

2 cucchiai di pinoli

1 cucchiaio di mandorle

abbondante olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

pepe in grani a piacere

un pizzico di sale

10 gamberi rossi di Mazara

Ho lavato e asciugato le foglie di basilico, spuntandole e mettendole dentro al bicchiere del mixer. Ho aggiunto il tocchetto di parmigiano, i pinoli, l’olio abbondante (almeno 1 bicchiere e mezzo), l’aglio, il pepe e un pizzico di sale e ho frullato tutto. Appena il pesto ha raggiunto la sua omogeneità ho aggiunto le mandorle e ho frullato per 3 secondi, al fine di ottenere un composto più croccante.

Mentre gli spaghettoni di Gragnano cuocevano in abbondante olio extravergine di oliva, ho “scapuzzato” (tolto le teste – n.d.r.) il gambero e l’ho tagliato a tocchetti.

Quindi ho scolato la pasta al dente, l’ho condita in una ciotola con il pesto verde, ho creato dei nidi nel piatto e vi ho adagiato la tartare di gambero.

La bontà credo sia apprezzabile anche dalla foto stessa, che ne dite?

Spaghettone di Gragnano con pesto verde con tartare di gambero rosso di Mazara

Per l’eccellenza della materia prima devo ringraziare http://www.asaroseafood.it senza la quale il piatto non sarebbe riuscito assolutamente allo stesso modo!

ISRAELI PASTA

Quando avete nostalgia di uno dei posti che vi hanno toccato il cuore, la soluzione migliore è quella di dedicarsi alla preparazione di un piatto che vi riporti immediatamente in quel luogo (almeno finché ripartire non sarà di nuovo semplice come qualche mese fa!).

In questi giorni il ricordo di Israele e della sua cucina è stato pressocché costante e martellante e allora ho pensato di farmi guidare dal ricordo dei sapori per creare un piatto tutto mio ma che rispettasse i canoni della cucina ebraica.

Allora ho messo insieme pomodorini gialli e rossi, cumino, menta, olive, pistacchi e ceci ma sottoforma di pasta e ho impiattato un pranzetto kosher che rispettava tutti i principi imposti nella semplicità di una ricetta 100% vegana.

Ecco come l’ho preparata:

70 g di pasta di farina di ceci

12-15 pomodorini misti gialli e rossi

una decina di pistacchi

mezzo avocado

un ciuffo di menta

mezzo cucchiaino di semi di cumino

5-6 olive nere

un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva

  1. Cuocete la pasta di farina di ceci in abbondante acqua bollente salata (ci vorranno circa 5 minuti).
  2. Nel frattempo scavate mezzo avocado con un cucchiaio e raccoglietelo in una ciotola capiente. Schiacciate la polpa con una forchetta e aggiungete l’olio, un pizzico di sale e i semi di cumino.
  3. Tagliate i pomodorini a metà e uniteli alla polpa di avocado. Aggiungete i pistacchi, le olive e la menta spezzettata.
  4. Scolate la pasta, versatela nella ciotola, mescolate per bene e buon appetito!

SFOGLIAMO

La nuova rubrica sui libri di cucina di Fornelli a spillo

Il panorama dell’editoria culinaria è sconfinato. Individuare il libro giusto che contempli tutto quello che ci interessa di un argomento è davvero difficile. E se lo dico io che sono del mestiere, non immagino quanto lo possa essere per chi del mestiere non è.

Io amo girare per librerie, è il mio passatempo del sabato mattina. Oppure della tarda serata (per fortuna a Milano esistono librerie che rimangono aperte fino a sera inoltrata). E questo mi consente di godermi il momento, studiarmi titoli, copertine, immagini, testi, struttura, ricette… avete visto quante cose?

Venendo da un bel passato in casa editrice, sia come editor, sia come traduttrice che redattrice, ho abituato l’occhio ai più piccoli dettagli che però, spesso, mi fanno decidere se comprare o meno un libro. Questo poi vale tanto per i libri di cucina quanto per la narrativa, la saggistica, la poesia (che, sia messo agli atti, per me dovrebbero avere sempre semprissimo il testo a fronte!).

Ciò detto, il mio obiettivo, con l’apertura della rubrica “SFOGLIAMO” è volta a diventare uno strumento di lettura semplicata dei libri gastronomici in libreria (o su Amazon o sullo scaffale di qualche ipermercato, non so) affinché chi li debba o voglia comprare, abbia un quadro più chiaro di che libro ha tra le mani senza rimanerne deluso dopo la prima ricetta andata a male o dopo aver visto che le immagini sono copiate da un altro testo (sì, perché avviene anche tutto questo!).

Attendo quindi i vostri consigli e tutto quello che vi sentirete di dirmi a riguardo. Suggerimenti sui testi inclusi, anzi, super desiderati!

BIANCOMANGIARE DA FAVOLA

Il biancomangiare è un dolce di origine araba. E allora vi direte: che ci fa sulla tavola di Natale di una siculo-polacca?

Ci fa, ci fa, perché come ben sapete tantissimi dei dolci siciliani derivano dalla tradizione araba. E il biancomangiare non fa eccezione.

La ricetta tradizionale lo vuole con il latte di mandorla, estratto dalle mandorle macinate fresche e lasciate filtrare per una notte attraverso una garza di lino… ecco, capiamo bene che se abbiamo un po’ di fretta non è proprio il dolce più veloce da fare seguendo la ricetta originale. A meno che non seguiate la mia ricetta che altro non è che la ricetta alternativa delle nonne di una volta, compresa la mia, che per realizzare un dessert rapido e genuino, aveva deciso di sostituire il latte di mandorla con quello vaccino, aggiungendo la scorza di limone odorosissima e a metro zero (avendo l’albero in giardino!) e una stecchetta di cannella (spezia preferita di tutta la mia famiglia!).

Io, poi, avendo acquisito la mia dimestichezza in cucina, ho applicato diverse varianti, come l’utilizzo della bevanda di riso, di quella di cocco, del latte di mandorla light, in modo da accontentare le esigenze di tutti quelli che partecipano ai miei corsi e che hanno intolleranze o allergie varie.

Questa ricetta del biancomangiare è senza glutine. Sostituendo il latte intero con il latte senza lattosio o con una bevanda vegetale come quella di riso, otterrete un dolce anche privo di lattosio.

Ricetta per 8 persone:

1 litro di latte intero

200 g di zucchero semolato

100 g di amido di mais

la scorza di un limone non trattato

una stecchetta di cannella

pistacchi non salati oppure mandorle tostate

Preparazione:

  1. In una tazza versate l’amido e aggiungete un po’ di latte per farlo sciogliere. Se trovate difficoltà aggiungete la punta di un cucchiaio di zucchero. Non so per quale processo chimico (la tata serba dei miei nipotini me l’ha consigliato ed è stata una rivelazione!) ma l’amido si scioglie in tempo zero!
  2. In un pentolino versate il resto del latte insieme allo zucchero e mescolate con una frusta finché lo zucchero non si sarà sciolto. Accendete la fiamma e aggiungete la scorza del limone e la cannella, versando a filo l’amido che avete precedentemente sciolto.
  3. Mescolate di continuo a fuoco lento finché il tutto non inizierà ad addensarsi. A questo punto spegnete la fiamma, togliete la scorza del limone e la cannella e versate in uno stampo da budino.
  4. Cospargete con i pistacchi tritati o se preferite, con le mandorle e lasciate raffreddate per 2-3 ore, fino a quando il biancomangiare non sarà sodo.

Per rendere il vostro biancomangiare ancora più sfizioso potete mettere dei biscotti sul fondo della forma prima di versare il budino o/e aggiungere delle scaglie di cioccolato fondente insieme ai pistacchi tritati. Male che vada, una cucchiaiata di cioccolato spalmabile risolverà qualunque eventuale mancanza in dispensa!

Questo dolce è veloce, rapido, genuino ed economico. Un vero salvavita per una cena, una merenda e per qualunque occasione che richieda una dose massiccia di coccole!

REGALA UN CORSO DI CUCINA!

Il Natale bussa alle porte e non sai cosa regalare? Fornelli a spillo ti viene in aiuto!

Quel fatidico momento dell’anno è arrivato. E con esso tutta l’ansia legata ai regali.

Il Natale dovrebbe essere un momento di serenità, di pausa dopo lunghi mesi di corse frenetiche e tentativi di progettazioni riuscite e non. E invece spesso, a causa delle cene da organizzare, degli aperitivi cui partecipare, dei regali da comprare e delle commissioni da espletare, diventa una fonte di stress inaudita.

Allora, dico io: perché non vi fermate un attimo e, tra un acquisto Amazon e un pacco Zalando, non pensate di regalare anche un’esperienza ai fornelli? Ovviamente quelli miei, di Fornelli a spillo!

Potreste decidere di regalare un corso di 4 lezioni di Analfabeti del mestolo alla vostra compagna, che di preparare un risotto o una torta per la colazione non ci pensa proprio perché non sa da dove iniziare. Oppure pensare di omaggiare una serata Single Food al vostro migliore amico single, dandogli la possibilità di conoscere tante altre persone single come lui. Potrebbe trovare l’amore come nuovi amici per un week end fuori porta: ma senza troppe pretese, avrà di certo scoperto il trucco per mangiare dei tenerissimi moscardini alla Luciana!

Allora, se vi ho incuriosito, scrivetemi a info@fornelliaspillo.it e chiedetemi qualunque informazione vi salti in mente. Mancano pochissimi giorni e questa è la soluzione ideale per non impantanarvi in code kilometriche e regali irriciclabili!

In ogni caso… Buone Feste!

I Buffa Cookies

Sempre detto che non sono una grande appassionata di dolci. Ma certo neppure io resisto all’odore del burro e del cioccolato che si incontrano nel forno e inebriano casa con il loro inequiparabile profumo!

Per cui, quando Julia, mia amica brasiliana un po’ analfabeta del mestolo -Julia non me ne volere! 🙂 – mi ha chiamata in soccorso per realizzare dei veri cookies ammerigani, non mi sono potuta certo tirare indietro! E allora, da professionista del food entertainment mi sono piombata a casa sua e di Mimmo e le ho fatto infornare dei cookie al cioccolato a regola d’arte!

Nonostante non avessimo la bilancia, mi sono affidata a una ricetta made in Usa e quindi, dotata di cup, tsp e tbsp la realizzazione è stata semplicissima! Ma tranquilli, per voi ho preparato già la conversione pressocché precisa in grammi (anche se cup americana e xicara brasiliana, per la realizzazione dei dolci che piacciono a me, le trovo infinitamente più semplici!).

Il risultato è stato quello che vedete in fondo: choco-chewy da morire! Con un profumo pazzesco e un numero di calorie scandaloso. Ma volete mettere la soddisfazione?

Per realizzare circa 25-30 cookies

  • 200 g di zucchero semolato
  • 165 g di zucchero di canna muscovado (quello scuro e appiccicoso, per intenderci)
  • 5 g di sale
  • 115 g di burro
  • 1 uovo
  • 5 ml di estratto di vaniglia
  • 155 g di farina
  • 2,5 g di bicarbonato di soda
  • 200 g di cioccolato fondente
  1. In una ciotola unite i 2 tipi di zucchero, il sale e il burro fuso e mescolate bene anche con l’aiuto di una frusta elettrica.
  2. Adesso aggiungete un uovo, l’estratto di vaniglia, la farina e il bicarbonato e continuate a mescolare con la frusta. Non appena il composto sarà uniforme aggiungete il cioccolato spezzettato grossolanamente e mescolate a mano con una spatola. Coprite con della pellicola e conservate in frigo per mezz’oretta
  3. Porzionate i cookies con l’aiuto di un cucchiaio per gelato e disponete le palline ricavate su una teglia rivestita con carta forno, ben distanti tra loro.
  4. Infornate per 12-15 minuti (non oltre!) a 180 °C in forno statico pre-riscaldato e se resistete dal non mangiarli bollenti, saranno ancora più buoni dopo una decina di minuti!

ECCO LE NOVITà DI FORNELLI A SPILLO!

Non saprei come cominciare se non con un semplicissimo BENTROVATI!

Che giorni difficili che abbiamo trascorso. Abbiamo attraversato una pandemia! Vi rendete conto? E chi se l’aspettava… Non ne siamo ancora usciti del tutto ma oggi iniziamo a riaprirci al mondo! E allora non poteva che essere oggi il giorno migliore per ripartire anche con le novità riguardo FORNELLI A SPILLO e i suoi corsi/eventi di food entertainment!

Ci hanno imposto prima l’isolamento e poi il distanziamento sociale. Limitando ogni contatto umano ci hanno, però, fatto capire quanto esso sia indispensabile nelle nostre vite.

Frequentando gli eventi di SINGLE FOOD e i corsi per ANALFABETI DEL MESTOLO, vi sarete accorti di quanto per me la parte sociale fosse importante quanto quella culinaria, il che è il cuore del mio lavoro di food entertainer. Al momento, però, incontrarci numerosi attorno ai miei fornelli non è possibile, per una questione di sicurezza vostra e mia. Ma ho pensato di ovviare al problema (in attesa che tutto possa riprendere in modo sicuro), in modo -SPERO!- intelligente 🙂

Incontrare gente nuova, per noi single 30-40-50enni era già un problema prima, figurati adesso, lontano dai soliti circuiti lavoro/palestra/locali, costretti allo smartworking senza pausa caffè col collega, con le palestre ancora chiuse che devono capire quante persone poter contenere, con i locali obbligati al distanziamento sociale… insomma, come si farà a conoscere qualcuno di nuovo con il quale intrecciare una simpatica amicizia o addirittura qualcosa di più?

Ecco che arriva SINGLE FOOD su ZOOM!

Da giovedì 28 maggio, alle ore 20, riprenderanno le serate di SINGLE FOOD ma invece che dal vivo, su ZOOM , nell’attesa di tornare a incontrarci dI persona! La formula è sempre la stessa ma stavolta:

5 single uomini condivideranno lo schermo con 5 single donne. Al momento della vostra iscrizione alla serata vi invierò un simpatico questionario per capire età, interessi, desideri, curiosità che vi riguardano e riuscire così a distribuirvi in maniera più omogenea negli appuntamenti. In pratica, eviterò clamorose differenze di età (lui 32 lei 50) per agevolarvi nelle conversazioni (seppur io sia una che non crede nella differenza d’età) e per rendere più semplice il primo approccio.

Cucineremo insieme! Ma al momento ognuno dalla propria cucina. Il giorno prima vi darò tutte le indicazioni in merito alle 2 ricette che andremo a preparare insieme -ingredienti e tipo di pentole e utensili necessari- in modo da essere pronti al momento dell’appuntamento. Le ricette saranno semplici ma sempre con un tocco di estrosità che è il marchio del mio modo di intendere la cucina!

Durante il corso/evento potrete chiedermi qualunque cosa, vi potrete scambiare dubbi, aiuti e indicazioni. Io vi spiegherò passo passo la ricetta come si fa in un vero corso di cucina e voi potrete seguirmi nell’esecuzione tra un bicchiere di vino e una chiacchiera con quella biondina proprio carina che sta avendo qualche difficoltà con il trito di cipolla 🙂

In questo modo avrete:

  • conosciuto 10 persone nuove (mi ci metto anche io nel conto!)
  • imparato a cucinare 2 ricette nuove!
  • trovato la cena pronta! (ed eventualmente il pranzo!)
  • evitato guanti e mascherine!
  • evitato traffico e parcheggio
  • fatto una nuova esperienza che vi porterà, almeno virtualmente, fuori casa ma in totale sicurezza!

Allo stesso modo si svolgeranno i corsi per ANALFABETI DEL MESTOLO e per ITALIAN FOOD. Ma per questi rimando ai prossimi giorni! Mica vi posso svelare tutto adesso!

SINGLE FOOD su ZOOM avrà un costo di 15 euro a persona e durerà circa 2 ore (ma capiremo meglio nel corso del primo evento… certo non vi mando via dalla chat! 🙂 Per le iscrizioni mandatemi una mail a info@fornelliaspillo.it e vi invierò QUESTIONARIO e DETTAGLI del pagamento. Oppure, mandatemi un whatsup al 3425132046

Fatemi sapere che ne pensate: ci tengo davvero! e poi… VI ASPETTO!!!

un abbraccio, spero presto non più virtuale,

Anna

RISOTTO AGLI ASPARAGI MANTECATO CON ROBIOLA E PISTACCHI

Giorni impietosi, di roallercoster emozionali che ti portano a estremizzare positività e con la stessa facilità a vivere negli abissi dei silenzi casalinghi. Mantenere l’equilibrio pare impossibile. E stare accovacciati in cucina come gatti sulle stufe di ghisa russe non aiuta. Ma pare che ormai si debba cucinare tutti sempre e per forza. Il che non sposa propriamente il mio concetto di “piacere del cibo” ma tant’è e quindi se in cucina bisogna stare… almeno facciamolo al meglio e, soprattutto, senza crearci troppi fastidi!

Il problema dell’essere “analfabeta del mestolo” potrebbe perdurare per molti di voi e, non essendomi ancora attrezzata al meglio sui corsi di mutuo soccorso a distanza (ma giuro che ci sto ragionando e lavorando!) posso -al momento- venirvi incontro con la più semplice ricetta per risotti mai vista, adatta per Pasqua, primavera, equinozio d’estate e Ferragosto: il risotto agli asparagi, senza burro, senza cipolla e senza brodo, solo tostatura a secco e acqua bollente. Darvi la ricetta sarà più semplice che spiegarvela:

Risotto carnaroli agli asparagi mantecato con robiola e pistacchi

Ingredienti per 1 persona

  • 80 g di riso Carnaroli /circa 2 pugni
  • 4 asparagi
  • 1 zucchina piccola
  • 1 robiolina
  • sale e pepe
  • una manciata di pistacchi

PREPARAZIONE

  1. Metti a bollire circa mezzo 750 ml di acqua leggermente salata.
  2. Nel frattempo riscalda bene una pentola (o padella) antiaderente dal fondo alto e quando sarà rovente aggiungi il riso per farlo tostare -capirai che il riso è tostato se, prendendo un chicco tra le dita lo sentirai caldo-. Non appena sarà ben tostato (basterà un minuto) aggiungi un mestolo d’acqua bollente, acqua che terrai sempre sul fuoco a bollore leggerissimo, e che aggiungerai al riso un mestolo alla volta, solo ad acqua assorbita. 
  3. Mentre segui la cottura del riso lava gli asparagi, mondali privandoli della parte più legnosa e fibrosa, tagliali a rondelle non troppo sottili e preserva le punte. Se lo desideri (e io lo consiglio, utilizza queste parti per insaporire l’acqua di cottura del riso). Lava e taglia anche la zucchina e tagliala a concassé, ovvero a cubetti piccolissimi e tieni da parte.
  4. Dopo circa 10 min. dalla cottura del risotto aggiungi le verdure, regola si sale e pepe e lascia cuocere, sempre aggiungendo l’acqua un mestolo alla volta, per altri 3-4 minuti in modo che le verdure restino croccanti.
  5. Appena il risotto sarà pronto (e non dovrà essere troppo asciutto!) spegni e aggiungi la robiola e i pistacchi tagliati al coltello. Mescola bene, pepa e se proprio vuoi, aggiungi una manciata di grana padano grattugiato. Non è delizioso?

Questa ricetta è per tutti quelli che si scoraggiano nel preparare il brodo e che io scoraggio dall’utilizzare il dado per insaporirlo. Per tutti quelli che no cipolla e no scalogno e per tutti quelli che… ma davvero fai il risotto e non lo fumi col vino?! Sì, è così. E mi piace assai!

Buona Pasqua a tutti!